Bere alcol con il diabete

Bere alcol con il diabete

Dando per scontato un utilizzo intelligente dell’alcol nella dieta, pare che non ci siano presupposti scientifici che ne sconsiglino TOTALMENTE il consumo in presenza di diabete mellito; anzi… alcuni specialisti di questo dismetabolismo ne CONSIGLIANO l’utilizzo nelle giuste quantità.
In base agli approfondimenti scientifici che sono stati svolti sugli effetti metabolici dell’alcol, pare che la sua assunzione possa in un qualche modo GIOVARE all’iperglicemia; dal punto di vista ormonale è emerso che la somministrazione di alcol nel soggetto sano può determinare un AUMENTO della risposta insulinica (Robert Metz, Sheldon Berger ed Mary Mako) e una riduzione della secrezione di ormoni IPERglicemizzanti (per inibizione della nicotinamide-adenina-dinucleotide); ad una prima analisi, questo potrebbe sembrare un aspetto positivo, in quanto molti diabetici soffrono di una scarsa o assente produzione di insulina correlata a iperglicemia. A parer mio (opinione personale), nella maggior parte dei casi non è così:

  • Il diabete tipo 1 è causato dalla distruzione delle cellule che producono insulina, pertanto, sia in presenza che in assenza di alcol, la secrezione endogena rimarrebbe immutata.
  • Il diabete tipo 2 è più spesso associato ad iperinsulinemia che a deficit insulinico, ovvero un eccesso della produzione di insulina causato dalla mancata captazione periferica (mentre il deficit di insulina può subentrare più tardivamente, negli stadi avanzati della malattia che prevedono la compromissione della funzionalità pancreatica). Nel diabete con iperinsulinemia, l’INIBIZIONE degli ormoni IPERglicemizzanti è senz’altro un aspetto positivo, ma favorire la risposta insulinica non ha alcun senso… anzi! Considerando che l’iperinsulinemia determina un aumento del deposito adiposo (già eccessivo nel diabetico tipo 2), anche correlato alla ridotta captazione dell’insulina stessa, direi che assumere alcol in presenza di diabete non si rivela affatto una scelta dietetica azzeccata.

Tuttavia, l’alcol interagisce con il metabolismo anche in maniera totalmente INDIPENDENTE dai cicli ormonali; è stato dimostrato che l’inibizione della nicotinamide-adenina-dinucleotide epatica, oltre a ridurre la produzione di ormoni iperglicemizzanti, riduce drasticamente anche il potenziale di NEOGLUCOGENESI del fegato. Questa caratteristica può essere interpretata in due modi:

  • In maniera positiva poiché favorisce il controllo glicemico al diabetico tipo 2
  • In maniera negativa se consideriamo che, nel diabete tipo 1, l’iniezione insulinica deve essere accuratamente valutata in base alla composizione glucidica del pasto; così come un eccesso di insulina potrebbe provocare l’abbassamento drastico della glicemia e il coma ipoglicemico, anche una “disattivazione” della neoglucogenesi potrebbe partecipare ad un evento infausto del genere. Per ultimo e non meno importante, rammentiamo che il diabete tipo 1 si manifesta solitamente in età precoce e con shock ipoglicemico legato ad una iper produzione MOMENTANEA di insulina; figuriamoci se tale circostanza avesse luogo in presenza di alcol etilico… le possibilità di morte aumenterebbero notevolmente! Anche se, si spera, l’assunzione di alcol etilico non dovrebbe essere contemplata nell’alimentazione del soggetto in fase di sviluppo.

Concludendo, si conferma il potenziale ipoglicemizzante dell’alcol etilico nel soggetto sano verosimilmente legato a: incremento della secrezione insulinica ed inibizione degli ormoni iperglicemizzanti e della neoglucogenesi; d’altro canto, considerando l’eterogeneità delle diverse forme cliniche di diabete, le varie sfaccettature legate alla gravità e/o allo stadio della malattia, nonché la diffusissima correlazione tra diabete e obesità, è sicuramente opportuno moderare l’assunzione di alcol etilico e di certo non superare le razioni raccomandate (25-40g/die pari a circa 2 unità alcoliche complessive).

Tratto da https://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/alcool-e-diabete.html