ALCOOL E FUMO: DUE NEMICI GIURATI

ALCOOL E FUMO: DUE NEMICI GIURATI

Alcool: è indispensabile informare i ragazzi e le famiglie di prestare attenzione all’ipoglicemia. Fumo: gli adolescenti considerano i rischi legati al fumo un pericolo remoto quindi poco realistico.

Come gli altri coetanei, gli adolescenti con diabete possono avere il rischio di assumere alcool e di essere esposti al danno da fumo di sigaretta. Poiché sia l’alcool che il fumo hanno rilevanti conseguenze sul controllo glicemico e sull’eventuale sviluppo di complicanze microangiopatiche, gli adolescenti con diabete e le loro famiglie dovrebbero conoscere non superficialmente tali effetti.

Alcool
La risposta e le conseguenze all’assunzione di alcool variano da soggetto a soggetto in dipendenza della quantità ingerita, delle circostanze in cui ciò si è verificato, del controllo metabolico. È stato dimostrato come l’assunzione di alcool induca una consistente riduzione dei livelli ematici di glucosio e ne inibisca il rilascio dalle riserve epatiche. Ciò rappresenta un rischio potenziale per coloro che assumono alcool direttamente o in bevande dal basso contenuto in carboidrati e diventa particolarmente concreto per i ragazzi in terapia insulinica intensiva o che non accompagnano l’assunzione di alcool con un pasto o uno snack. In questo caso il rischio di ipoglicemia è elevato, soprattutto durante la notte. È, pertanto, indispensabile informare i ragazzi e le famiglie di prestare particolare attenzione all’ipoglicemia. Può accadere, infatti, che coloro che circondano un adolescente con diabete (familiari, amici) attribuiscano all’ubriachezza un comportamento alterato, trascurando la possibilità di una ipoglicemia in atto. Probabilmente lo stesso adolescente ha difficoltà a riconoscere i primi segnali di allarme mentre beve o li confonde con l’ebbrezza procurata dall’alcool. Inoltre, la maggior parte degli adolescenti che assumono alcool possono vomitare: il rischio per un ragazzo con diabete in tal caso è il rapido sviluppo di chetoacidosi, aumentato dalla disidratazione che spesso accompagna l’eccessiva assunzione di alcool. Occorre anche tener presente che danni maggiori possono determinarsi se l’adolescente cerca di nascondere ai genitori di aver fatto uso di alcool, magari rimanendo fuori con gli amici: in questi casi tralasciare di assumere la dose abituale di insulina determina un maggiore rischio di sviluppare chetoacidosi. È da considerare, che alcune bevande alcoliche hanno un discreto contenuto di zuccheri semplici, che va comunque considerato in un ragazzo con diabete. Sebbene vi siano molteplici ragioni per cui genitori e sanitari dovrebbero scoraggiare l’assunzione di alcool al di sotto di una certa età, è bene essere realistici, conoscere il rischio che i ragazzi hanno di assumere alcool e impegnarsi in un’opera di educazione e prevenzione. Consumare alcool in modica quantità per un giovane adulto è possibile (ad esempio un bicchiere di vino ai pasti), a patto che si conoscano gli effetti di questo sulla glicemia.

 Fumo
I rischi che il fumo di sigaretta arreca alla salute sono ben pubblicizzati e quindi ben noti agli adolescenti. Il fumo rappresenta inoltre un significativo fattore di rischio per lo sviluppo di complicanze micro e macrovascolari nei soggetti diabetici. Il fatto che segni clinici di tali complicanze possano cominciare a manifestarsi già durante l’adolescenza dovrebbe costituire un deterrente particolare per i ragazzi con diabete nell’astenersi dal fumo. La maggior parte degli adolescenti fumatori considera i rischi legati al fumo come un pericolo remoto e, per quel che li riguarda, poco realistico. Non risulta di grande aiuto approcciare il problema cercando di spaventare gli adolescenti con i dati sui rischi a lungo termine per la salute, atteso che ciò non influenza significativamente la gran parte della popolazione dei fumatori. Per aiutare un adolescente diabetico a smettere di fumare ed accrescerne le conoscenze sui rischi che ciò comporta per la salute, potrebbe risultare utile andare alla ricerca delle ragioni che lo inducono ad avvicinarsi al fumo. Per alcuni rappresenta la possibilità di essere parte di un gruppo, che altrimenti potrebbe escluderlo: ciò potrebbe essere di enorme importanza per coloro che accusano difficoltà nelle relazioni con i coetanei. Per altri potrebbe essere il modo di provare, a sé e agli altri, la propria normalità. Il che potrebbe essere un modo (inappropriato) di compensare tutti quei comportamenti dettati dalla necessità di controllare il proprio diabete. Le strategie per smettere di fumare dovrebbero ispirarsi ai medesimi principi cui fanno riferimento quelle studiate per la popolazione degli adolescenti in generale. Dovrebbero pertanto basarsi su consigli pratici, piuttosto che sulla sola educazione teorica. Tra questi, ad esempio, si può considerare la possibilità di fissare una data entro cui smettere e, all’interno di questo ambito temporale, intervallare periodi di fumo a periodi gradualmente crescenti di astinenza. Raggiunto questo primo obiettivo, per mantenere uno stile di vita libero dal fumo sarà bene evitare quelle situazioni di rischio in cui, in precedenza, si era avvertito il bisogno di fare ricorso al tabacco. L’educazione, la conoscenza e la prevenzione costituiscono anche in questo caso i pilastri per fare in modo che i nostri ragazzi, indipendentemente dal diabete, non si avvicinino al fumo di sigaretta.

Francesco Chiarelli – Raffaella Pascarella
Clinica Pediatrica, Università di Chieti